La Storia

Campomaggiore Nuovo è un piccolo comune agricolo della provincia di Potenza, con circa 1000 abitanti. Esso confina a Nord con il comune di Albano di Lucania; a Sud con i comuni di Accetture e Pietrapertosa; ad Est con i comuni di Tricarico e Calciano ed ad Ovest nuovamente con il comune di Albano di Lucania.
 
Le abitazioni del paese si presentano allineate lungo il corso principale rettilineo e lungo altre vie parallele più strette. Le abitazioni stesse sono tutte più o meno uguali e modeste, eccetto uno stabile al centro del paese che ha l’aspetto di un palazzo signorile, attualmente adibito ad uffici pubblici; di fronte a questo vi è la chiesa parrocchiale, intitolata a Maria SS. del Carmelo, nel cui interno si può ammirare un dipinto della Madonna col Bambino del XVII sec., attribuito al pittore Nicola Pecchenedda.


Nei dintorni è possibile visitare i ruderi di CAMPOMAGGIORE VECCHIO, dove emergono i resti del Palazzo Baronale; della Chiesa e delle case dell'antico centro. Il paese antico fu distrutto a seguito di un evento franoso nel febbraio del 1885.
Il visitatore che si addentra cauto fra quelle mura cadenti, ha modo di constatare che esse occupano una area di forma quasi quadrata e di circa un chilometro per lato. Osservandolo dal lato ovest si nota sulla destra una zona di case crollate, disposte in cinque file, fra le quali corrono strade diritte a fondo naturale, e si vedono i resti di una canalizzazione e di sistemi di scarico. Mentre le ultime due vie esterne percorrono tutta la lunghezza dell’abitato, le altre si interrompono quasi al centro, perciò si incrociano con due viuzze trasversali, oltre le quali vi sono le rovine di una chiesa abbastanza grande, con annesse abitazioni canoniche, o monastiche. Dietro la chiesa altre due vie corrono parallele lungo il lato sud-est.

Di fronte alla chiesa vi è un ampio spiazzale 'Piazza dei Voti', e dopo questo, un grande palazzo di due piani, oltre il piano seminterrato, dalle mura imponenti, che dà l’idea di una vena e propria fortezza. E’ costituito da una ventina di ambienti per ogni piano. Al lato destro anteriore, osservandolo dallo spiazzale davanti alla chiesa, si nota l’ingresso principale, oltre il quale si scorge un cortile quadrato, in cui esisteva un grande acquario a forma di croce greca, dalle quattro bocche sistemate una per ogni angolo del cortile. Nella parte centrale del piano superiore si notano delle pareti dipinte con immagini sacre e delle nicchie; forse lì c’era la cappella privata dei baroni. Nel lato posteriore, poi, vi è un gruppo di piccoli ambienti che potrebbero essere quelli in cui vi abitava la servitù. Caratteristica esterna del palazzo sono le numerosissime feritoie, il che mostra il criterio difensivo col quale venne costruito, evidentemente nei tempi in cui la zona era infestata di briganti e nemici.

Sul retro del Palazzo Baronale vi è un raro esemplare di SEQUOIA conifera, importata dal Nord America dal conte Cutinelli-Redina. Nella parte centrale di tutto l’abitato vi è una vasta area rettangolare, libera di ruderi, ora addirittura coltivata, che una volta doveva essere una specie di piazza d’armi ed, in seguito, la piazza pubblica principale del paese. Al lato sinistro di questa, quindi dell’abitato, vi sono altre quattro file di abitazioni diroccato, divise pure da vie a fondo battuto; le abitazioni sono tutte uguali, molto più piccole ed antiche di quelle al lato destro del paese, il loro insieme dà l’idea di un quartiere popolare, se non proprio di una grande caserma. In fondo ad esse vi sono i resti di poche abitazioni più grandi, forse quelle dei notabili; dopo di queste ultime si apre una via principale e si vedono poi altre piccole e più antiche case in ordine sparso, fra cui si rilevano i ruderi di un piccolo convento, con annessa chiesa, che ha la porta principale rivolta verso oriente. Ultimo particolare: ci sono anche i ruderi del vecchio mulino, posti all’angolo nord-ovest del paese.