Il territorio...

Informazioni

Dallo studio attento della posizione di tutti questi ruderi inerti si deduce che Campomaggiore vecchio presenta nettamente due stratificazioni, e che quindi fu costruito in due tempi ed a distanza di alcuni secoli l’uno dall’altro. Le costruzioni, infatti, rispondono a due diverse esigenze di quelle antiche popolazioni, cioè: la parte a sinistra, quella più antica, risponde alle esigenze di una popolazione piuttosto guerriera, comunque dedita o costretta a continue guerre; la parte di destra, quella meno antica, compresi il palazzo baronale e la chiesa grande, fanno pensare ad una popolazione dedita piuttosto all’agricoltura, e sottoposta alle leggi dei baroni del paese, ma con una certa indipendenza familiare, che la si può riscontrare nella diversità di struttura delle varie abitazioni.
L’abitato sorge in posizione panoramica dalla quale si possono ammirare le note e splendide “Dolomiti Lucane”.
L’attività principale praticata dagli abitanti è quella silvo-pastorale, tipica nelle zone di montagna.
da: 'l'alta valle del Basento' ed. '74 - di D. Pipino

Campomaggiore Vecchio

CAMPOMAGGIORE VECCHIO Numerose sono le emergenze architettoniche di pregio di Campomaggiore. La singolare disposizione dell'impianto urbanistico, perfettamente regolare e a scacchiera, si sviluppa intorno alla Chiesa di Santa Maria del Carmelo. Edificata nel corso di questo secolo la Chiesa ricalca. nell'impianto, quella più antica del vicino villaggio di Campomaggiore Vecchio, composta da una sola navata ricoperta da un suggestivo soffitto ligneo a cassettoni. Nell'abside trova posto la statua lignea della Madonna del Carmelo del XVIII secolo, con i paramenti originali dell'epoca. Superata la strada che conduce al Calvario, si raggiunge il villaggio di Campomaggiore Vecchio. Insediamento, di grande suggestione, dislocato su tre terrazzi collinari che affacciano sulla sponda sinistra dell'alto corso del fiume Basento. Il villaggio, fondato dalla famiglia Rendina nel 1741, presenta oggi i ruderi del grande Palazzo Baronale con le possenti mura e gli accenni delle monumentali volte a vela, e quelli della Chiesa di Santa Maria del Carmelo, la cui statua è stata traslata nella Parrocchia del paese nuovo. La diruta Chiesa, posta di fronte all'edificio del Conte, mostra quasi intatto il suo campanile. Ancora percepibile è lo stile neoclassico della facciata sovrastata dal timpano; la Chiesa, ad una sola navata, era illuminata dalle vetrate delle tre finestre del muro meridionale. Proseguendo verso nord, in località Montecrispo, troviamo la Casina della Contessa, un edificio settecentesco a pianta rettangolare utilizzato dai marchesi come villa di diletto estivo, con annesso frantoio e laboratorio del vino della stessa epoca, perfettamente conservati.

Il castello Rendina

Il palazzo baronale detto di Rendina, è composto da un grande fabbricato con apertura centrale e da una corte retrostante sicuramente seriore. Di esso è visibile soprattutto il versante nord che si affaccia sulla 'Piazza  Rendina', dato che probabilmente si trova sulla spianata del paese e quindi meno soggetto ai movimentifranosi. Resta comunque leggibile l'intero impianto quadrilatero terminante con appendici di rinforzo a scarpa anch'esse quadrate. Il lato principale affacciatesi sulla Piazza dei Voti e verso la Chiesa  Madre, misura 24,60 metri senza appendici, con esse invece circa 39,45 metri, mentre il lato settendrionale misura complessivamente 36,20 metri.  L'ingresso principale, un tempo intatto ed oggi spoglio dei conci dell'archivolto e dei piedritti, doveva possedere una luce di circa 3,70 metri ed immetteva attraverso un breve corridoio, di 5,40 x 5,80 metri, in un giradino interno sotto il quale furono scavati in trincea, nella viva roccia, due cunicoli grosso modo larghi 2 e profondi circa 4 metri, voltati a botte, con probabili funzioni di raccolta di acqua piovana servita da tubazioni ubicate presso le nicchie ricavate ai quattro angoli del giardino.

La chiesa

La Chiesa, dedicata a Santa Maria del Carmine o del Carmelo, ubicata anch'essa come il castello sulla Piazza dei Voti, è riconoscibile per un elemento architettonico ancora superstite e quindi ancora ben individuabile, il campanile. L'edificio si presenta con un impianto basilicale largo 17 e lungo 32 metri ed è organizzato all'interno in una navata centrale orientata a nordest-sudovest larga circa 12 metri e in una navata laterale secondaria o di servizio che ingloba, al suo interno, la torre campanaria che si staglia massiccia su tutto il villaggio. Di impianto quadrilatero la torre è realizzata in tre ordini: il primo inferiore ha un'altezza uguale all'architrave dell'unico ingresso della chiesa e conserva un ingresso secondario sopraelevato sovrastato da una nicchia emisferica, incorniciata da una serie di conci in pietra calcarea; il secondo ed il terzo ordine sono caratterizzati da una grande monofore tipiche dei campanili, coperto da un tetto a capriate ancora completamente conservato.

Il Casino della Contessa

A circa 3 Km dal paese di Campomaggiore Vecchio, si incontra il Casino della Contessa residenza estiva della famiglia Cutinella Rendina. Edificata a cavallo dei secoli XVIII e XVX la costruzione è una compatta villa di campagna, strutturalmente nitida e sobria della sua essenzialità di forme e linee, che comprende anche la fortificazione sul lato posteriore opposto al fronte, ed espresso da un imponente torre ellittica centrale con ampio finestrone a tutto sesto, su alti piedi dritti. Interessante il prospetto principale, scandito a piano terra da un avancorpo con nove fornici archivoltati a tutto sesto, di cui i tre centrali sono definiti da un ulteriore oggetto che, si replica al piano superiore distinto da una serie di nove finestroni in stile neoclassico con frontoni tagliati.


Il Ponte della Vecchia

II 'Ponte della Vecchia' è eccezionalmente datato 'MCCCCVII' e si presenta con arco a tutto sesto con la pavimentazione ed i parapetti che le fanno assumere la caratteristica figura a schiena d'asino. Una linea armonica frutto della cultura e della tecnica quattrocentesca. Interessante, presso l'Archivio di Stato di Potenza il documento datato 23 Febbraio 1873, con il quale il Comune di Pietrapertosa richiedeva al Prefetto della Provincia di Basilicata l'intervento per il restauro del ponte già a quel tempo considerato 'un opera grandiosa  e forse monumentale’. 
Un'importanza riconosciuta che ha comportato la sua conservazione anche durante i lavori del tracciato della Strada Basentana; un ponte che merita di essere fruito, restaurato con urgenza, per non piangere la sua perdita, in futuro, come stato per la distruzione del cinquecentesco 'Ponte del Diavolo' sulle 'Gole del Raganello' nel Comune di Civita.
Attraversato il 'Ponte della Vecchia' si sale con una carrareccia fino all'abitato di Campomaggiore per proseguire verso Campomaggiore Vecchio. Un percorso tra le verdi alture, ricoperte, da castagni nella fascia alta, ma soprattutto di querce. Un percorso legato a richiami storici e paesaggistici che hanno, per perno, I'antico ponte e l'abitato di Campomaggiore, abbandonato per frane nel 1885. 
Qui, il fascino raggiunto da questo 'Paese fantasma' è misto ad uno dei panorami sulle Valle tra i più suggestivi. Infatti, di fronte a questa località, dall'altra parte del fiume, si innalzano, in tutta la loro grandiosità, quelle formazioni rocciose chiamate Dolomiti Lucane. La presenza, nell'area di Campomaggiore Vecchia, di alcune masserie facilita l'ubicazione di un punto sosta.